Chromas - Associazione Musica Contemporanea

 

Trieste Prima 2019, un festival da ricordare

Il festival Trieste Prima 2019, svoltosi dal 26 ottobre al 14 dicembre,ha iniziato al Conservatorio "Tartini" per proseguire al Museo "Revoltella" di Trieste, ma presentandosi anche nell'entroterra regionale, dal Santuario di Castelmonte all'Auditorium di Povoletto, sino al Museo "Gortani" di Tolmezzo. Un evento correlato è stata la partecipazione all'esecuzione dei brani vincitori il concorso internazionale di composizione "19° Premio Trio di Trieste - Giampaolo Coral Award", svoltasi alla Sala del Ridotto "Victor De Sabata" nei giorni dal 7 al 9 settembre. Un'edizione di vasto respiro, dunque, che ha toccato anche la figura di Leonardo da Vinci, nei cinquecento anni dalla morte del genio toscano, grazie alla "fisarmonica di Leonardo", presentata nell'ambito dei concerti del festival il 16 novembre al Museo Revoltella.

Corrado Rojac presenta Trieste Prima 2019 al Museo Revoltella

La tematica di Trieste Prima 2019, "musica mistica", ha avuto un successo di pubblico strepitoso. La dimensione del "trascendente" è vicina all'arte musicale, e la sensazione di un tempo e spazio "altri" era nell'aria, durante i concerti della stagione. Ad iniziare da Canti dell'eremo, brano commissionato al compositore cremonese Gabrio Taglietti, in prima esecuzione il 26 ottobre al "Tartini", protagonisti il Quartetto di Fiesole e il pianista Andrea Rucli. Ispirata alla leggendaria figura del poeta samurai Saigyo Hoshi, e grazie alla Scuola di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio, che ne ha curato la regia del suono, la composizione ha risuonato ammantandosi del mistero avvolgente l'esemplarità dei grandi mistici.

Il 2 novembre il tema toccava la "musica religiosa" di Arvo Pärt, poiché il Trio di Mantova proponeva Mozart-adagio del maestro estone, una singolare compenetrazione di due estetiche musicali, stupefacente nel proprio porsi "fuori dal tempo".

Il 9 novembre il formidabile pianista Alfonso Alberti proponeva l'esecuzione integrale dei Vingt regards di Olivier Messiaen, avvolgendo il folto pubblico nell'aura del misticismo cristiano.

Dopo la presentazione della "fisarmonica di Leonardo", il concerto del 16 novembre si allacciava alla conferenza appena conclusasi con la fisarmonica da concerto dei giorni nostri, protagonista il virtuoso moldavo Ghenadie Rotari. Con lui il SonoMania Ensemble, di Bucarest, emergente nel panorama musicale contemporaneo, presentatosi a Trieste con un programma dedicato alla nuova musica rumena.

L'indicazione lontano, nel Sestetto di Penderecki, che prescrive al cornista di suonare fuori scena è metafora della transizione spaziale a cui ci induce la dimensione del misticismo. Il Philarmonisches Ensemble, di Torino, ha proposto il capolavoro del compositore polacco coniugandovi la purezza dell'insieme cameristico, coltivata da una vita, con rara dedizione.

Il Philarmonisches Ensemble

Il 30 novembre è stata la volta di Lode all'eternità di Gesù, per violoncello e pianoforte, di Olivier Messiaen nuovamente, a trasportare il pubbllico nell'emozione della contemplazione. Protagonista il Duo Lukic - Piemonti, la serata è stata coinvolgente anche grazie alle parole di presentazione (svolte da Corrado Rojac), che hanno illustrato l'abissale situazione del campo di concentramento dove il brano ha visto la luce nel 1941.

Il 6 dicembre è stato Metal east-journey di Ivan Fedele a avvolgere la nutrita audience nell'immanenza delle percussioni orientali, protagonista il virtuoso delle percussioni Thierry Miroglio. E, rimanendo nella "dimensione orientale", la Topolovska Orkestra, il 14 dicembre ha concluso il festival con un capolavoro della "musica mistica americana": In C di Terry Riley è infatti ispirato all'India, e ha creato, all'ascolto, quella magica pienezza della "comunità" che da sempre contraddistingue il brano.

La presenza di Trieste Prima è stata segnalata quest'anno, come di consueto, dalle testate giornalistiche locali (Il Piccolo, Primorski Dnevnik), ma anche dal Messaggero Veneto. Presenti i media che seguono il gestival da numerosi anni, quali RAI, RTV Koper Capodistria, RadioAttività, il 2019 ha visto anche un incremento della presenza di Trieste Prima sul web, in particolare sui siti www.lesalonmusical.it, www.ildiscorso.it, www.triesteallnews.it e www.instart.info.

I partenariati con realtà culturali di prestigio quali Chamber Music, Euritmica, Euritmia e l'associazione "Gaggia" hanno dato a Trieste Prima 2019 uno slancio particolare, vista la presenza del festival a Castelmonte, Povoletto e Tolmezzo nonché, grazie a Chamber Music, alla Sala del Ridotto "Victor De Sabata".

L'internazionalità del festival è stata data dalla caratura degli artisti che si sono esibiti, tra i quali l'impareggiabile percussionista francese Thierry Miroglio e il SonoMania di Bucarest, senza dimenticare l'eccellenza nazionale, il Quartetto di Fiesole.

Il Quartetto di Fiesole

Il concerto del 2 novembre ha visto l'esecuzione di Petit cahier anti-mistique, brano commissionato al giovane compositore triestino Davide Coppola, ispirato a frammenti - recitati dal pianista protagonista della prima - tratti da testi di Edgar Allan Poe, nell'ottica di una sinergia tra le arti, aspetto costante degli eventi proposti da Trieste Prima.

Presente anche la musica di Giampaolo Coral, a Trieste Prima 2019, grazie alle splendide esecuzioni del pianista Leo Zunica; in programma, il Klavieralbum II, di cui il musicista mantovano ha scelto Der Wanderer e Dämmerung.

Terry Riley e Giampaolo Coral

La stagione è stata presentata, concerto dopo concerto, da Corrado Rojac, arricchendo gli eventi di un'apprezzatissima valenza didattica; alcune presentazioni sono state delle vere e proprie conferenze, quali "La fisarmonica di Leonardo", il 16 novembre, e "I Vingt regards", il 9 novembre. I Regards sono stati ampiamente presentati anche dall'articolo introduttivo al festival, per la firma di Paolo Petazzi, sul booklet di Trieste Prima 2019. Ci si incontra nuovamente a Trieste Prima 2020?

 

Cari amici di Trieste Prima,

il concerto di oggi, 27 ottobre 2019, al Santuario di Castelmonte, è anticipato alle ore 18.00.

Grazie per la comprensione.

Buon ascolto.

 

 

Incontri internazionali con la musica contemporanea

L’associazione Chromas è lieta di invitarvi alla trentatreesima edizione del festival Trieste Prima.

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Un quartetto d'eccezione

Il 29 novembre l'associazione Chromas ha presentato, per il festival Trieste Prima 2018, un concerto realizzato in comune con l'associazione Chamber Music e il Conservatorio "G. Tartini". Ad esibirsi, al Conservatorio stesso, il Josef Suk Piano Quartet di Praga, gruppo d'eccezione che ci ha regalato un Martinu indimenticabile. Il suo Quartetto con pianoforte, infatti, si è rivelato di una travolgente musicalità, malgrado la "scrittura mobilissima", irta di passaggi intricati e virtuosismi d'insieme da svolgersi con preziosa precisione. Altrettanto coinvolgenti le prime esecuzioni di Quartettsatz di D'Amico, brano dal pensiero musicale "sinfonico", e Overload, di Francesco Ciurlo, pezzo dalle "lunghe accumulazioni sonore". Esecuzioni incandescenti, bis scelto dal repertorio cameristico di Antonin Dvorak.

Josef Suk Piano Quartet

 

Un flauto elettronico a Trieste Prima 2018

Il 21 novembre 2018 il festival Trieste Prima 2018 - Incontri Internazionali con la Musica Contemporanea ha presentato, al Conservatorio "Tartini", un concerto della flautista Luisa Sello, che si è avvalsa della collaborazione della Scuola di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio stesso. La presenza dell'elettronica ha elettrizzato un concerto già di per sè avvincente, in gran parte formato da musiche dedicate all'interprete. Dallo sdoppiarsi del flauto nei canoni della Canzonetta di Aldo Clementi alla vitalità della "materia musicale" in Ostinato 2 di Adriano Guarnieri, dai ritmi cangianti di Bianco II di Yoichi Sugiyama alle spire sonore dell'Esorcismo del serpente marino di Giampaolo Coral, la serata ci ha regalato emozioni sempre nuove sino al travolgente finale con la pirotecnica Buleria di Michele Tadini. Applausi calorosi.

Luisa Sello

 

L' Icarus vola

Il 16 novembre, al Museo Revoltella, il festival Trieste Prima 2018 ha presentato l'Icarus Ensemble. In programma ben sette prime esecuzioni: a Gabrio Taglietti, Corrado Rojac, Stefano Taglietti, Paolo Rotili, Luigi Abbate, Claudio Rastelli e Nicola Straffelini si è chiesto di scrivere delle composizioni che fossero ispirate dalla musica del passato. La relazione con gli stili praticati nei secoli precedenti si è rivelata ricca di sorprese: ad esempio, Gabrio Taglietti ha presentato una parodia di canti e danze medievali, mentre Paolo Rotili si è rifatto a Monteverdi velandosi di nostalgia. Tra essi, v'era anche un omaggio al fondatore del festival, a Giampaolo Coral, con l'esecuzione di Raps II. Gli Icarus sono un gruppo eccellente. Performances straordinarie.

L'Icarus Ensemble

 

Un mezzosoprano a Trieste Prima 2018

Il 10 novembre all'Auditorium del Museo Revoltella il secondo concerto di Trieste Prima 2018 ha visto l'esibizione del mezzosoprano Barbara Jernejcic Fürst. In programma le compositrici slovene Larisa Vrhunc, Urska Pompe e Brina Jez Brezavscek, ma anche la "leggenda" dei compositori sloveni, Vinko Globokar. A completare la serata Der Turm zu Babel dell'argentino-tedesco Mauricio Kagel. Vrhunc, Pompe e Jez Brezavscek, svolte nell'ordine proposto, hanno rappresentato un viaggio dal musicare un testo verso un comporre senza testo, nel fascino del suono vocale puro. La Babele di Kagel s'è espressa nel paradosso dello stesso testo biblico proposto in lingue diverse, mentre il linguaggio vicino all'improvvisazione di Globokar si è concluso con una meditazione sul senso della guerra. Interpretazioni impeccabili per la vocalist slovena, che si è prodotta anche come percussionista - il brano di Globokar, Second Thoughts, ha coinvolto l'artista in un'esibizione totale. Applausi calorosissimi.

Barbara Jernejcic Fürst

 

 

L'Ex Novo Ensemble inaugura la stagione Trieste Prima 2018

Il 3 novembre all'Auditorium del Museo Revoltella gli Ex Novo di Venezia hanno iniziato il festival Trieste Prima 2018 con un programma che ha ben rappresentato il tema di quest'anno, il futuro anteriore. Tema che desidera indagare gli aspetti prospettici del tempo, e che si è rivelato una sorta di viaggio dal Primo Novecento ai giorni nostri. Dalla Sonatine per clarinetto e pianoforte di Honegger si è giunti, attraverso opere di Martin e Vogel, alla contemporaneità di Holliger (Rechant è stato interpretato magistralmente dal clarinettista Davide Teodoro). Il concerto si è concluso con una prima italiana di Ada Gentile, Un suono lontano, brano che si è inserito nella tematica "temporale" tentando un approccio all'immanenza del presente. Un pubblico "delle grandi ocasioni" ha regalato agli interpreti applausi calorosi.

Ex Novo Ensemble

 

Incontri internazionali con la musica contemporanea

L’associazione Chromas è lieta di invitarvi alla trentaduesima edizione del festival Trieste Prima.

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Gli Slowind concludono Trieste Prima 2017

Il 6 dicembre, all'Auditorium del Museo Revoltella, si è concluso il festival Trieste Prima 2017. L'ultimo concerto è stato affidato al quintetto di fiati Slowind, che si è esibito nei Cinque studi di Niels Rosing-Schow, piccoli gioielli dal sapore intimista, in Dogodki II (Eventi II) di Lojze Lebic, brano dal piglio teatrale, e Flamen di Ivan Fedele, opera in cui l'autore riesce nella creazione di una vera e propria architettura musicale, cangiante di riverberazioni acustiche sorprendenti, grazie alla particolare distribuzione degli strumenti in sala. Il concerto è stato concluso dal temibile Quintetto di fiati op. 26 di Arnold Schönberg, esposto con la consueta freschezza d'invenzione che caratterizza gli Slowind, sicuramente uno dei quintetti di fiati più in vista del momento. Il brano di Schönberg è stato preceduto da alcuni accenni analitici a cura di Corrado Rojac, che si è anche prodotto al pianoforte esplicando il rapporto tra la serie scelta da Schönberg per la composizione del quintetto e le conseguenti scelte tematiche operate dal maestro viennese.

Il prossimo appuntamento con Trieste Prima è fissato per l'autunno 2018. Nella foto: gli Slowind

 

 

Avviso

Il concerto del quintetto di fiati Slowind si terrà il 6 dicembre all'Auditorium del Museo Revoltella (via Diaz 27, Trieste) alle 18.00.

 

Una serata speciale è in programma il 5 dicembre 2017. Presso il Museo della Comunità ebraica (via del Monte 5/7, Trieste), alle 17.30, la vicepresidente di Chromas Monika Verzár Coral presenterà, in anteprima nazionale, la proiezione di un film muto del 1926, Die Stadt ohne Juden, di Hans Karl Breslauer. Singolare satira sull'antisemitismo di quegli anni, il film è tratto dall'omonimo libro di Hugo Bettauer.

 

Il Duo Novalis con Giorgio Klauer per una serata che lascia il segno

Il primo dicembre all'Auditorium del Museo Revoltella, il Duo Novalis, formato dai pianisti Stefania Amisano e Claudio Cristani, ha affrontato un programma denso di contenuti, ad iniziare dai Giochi di György Kurtág e dal Madrigale di Aldo Clementi, due classici del Secondo Novecento, sino alle nuove suggestioni di Darken di Wei-Chieh Lin o di Souvenirs d'une aura di Bernd Richard Deutsch. Semplicemente "sinfonico" il monumentale Black Mirrors II di Gerhard Winkler, denso di riverberazioni elettroniche dovute all'immaginazione di Giorgio Klauer. Un concerto che ha lasciato il segno. Nella foto: Duo Novalis

 

Quattro sassofoni per Mario Marzi

Il 22 novembre, nella splendida cornice della Sala Tartini del Conservatorio di Trieste, il sassofonista Mario Marzi ha superato sè stesso in un concerto che ha presentato quanto di meglio sia stato prodotto negli ultimi anni in Italia per questo strumento. Il solista si è cimentato con tutta la famiglia dei sassofoni, in un programma che ha proposto, tra l'altro, Munch di Giampaolo Coral. La tematica del festival, "musica e vocalità", ha affrontato, nel caso del compositore triestino, l'istanza della sublimazione, singolare chiave di lettura del brano, nato dalla risonanza interiore che Coral provò osservando i dipinti del maestro norvegese, in primis il celebre Urlo. Alcuni degli altri brani, tra cui Improvviso statico I di Carmine Cella, sono stati affiancati dall'elettronica della Scuola di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio "Tartini", arricchendo la serata della spazialità sonora che ha definitivamente ammaliato il pubblico presente, già meravigliato dal disinvolto passare di Marzi da uno strumento all'altro. Già, poiché, dopo un inizio al sax contralto, il celebre sassofonista ha abbracciato il soprano, per poi prodursi al baritono e al tenore. Serata indimenticabile. (Nella foto: Mario Marzi)